Palazzo Leoni Montanari

Palazzo Leoni Montanari
Sede museale di Intesa Sanpaolo

Contra' Santa Corona 25, Vicenza

La storia di Palazzo Leoni Montanari ha inizio nel 1678, quando Giovanni Leoni Montanari decise di far erigere una grande residenza nello stesso luogo dove la sua famiglia possedeva già alcuni stabili, usati non soltanto come abitazione ma anche come laboratorio di filatura della seta. I Leoni Montanari avevano raggiunto una solida posizione economica con la produzione e il commercio dei tessuti. In quegli stessi anni erano alla ricerca di una promozione sociale e chiedevano insistentemente alla municipalità vicentina di essere accolti nel ceto nobiliare. La costruzione del palazzo serviva dunque a fornire un'eloquente testimonianza delle aspirazioni della famiglia e del nuovo ruolo che ambivano a ricoprire nella vita cittadina.
Queste vicende determinarono le peculiarità stilistiche dell'edificio. Palazzo Leoni Montanari è l'unica residenza di gusto dichiaratamente barocco di Vicenza: con il suo ricco apparato decorativo ed i suoi spazi dominati da un disegno continuo e coerente di affreschi e stucchi intendeva certamente stupire per l'originalità dell'insieme e dichiarare l'aggiornamento dei committenti verso le novità artistiche dell'epoca.
Nel 1808 il palazzo divenne proprietà del conte Girolamo Egidio di Velo, archeologo dilettante e appassionato collezionista di antichità greche e romane che volle arricchire la decorazione del piano nobile del palazzo con stucchi e affreschi in stile neoclassico, modificandone in parte l'assetto originario.
Dopo alcuni ulteriori passaggi di proprietà, nel 1908 la prestigiosa residenza cittadina diveniva proprietà della Banca Cattolica Vicentina, dal 1930 Banca Cattolica del Veneto.
L'istituto bancario fece di palazzo Leoni Montanari la propria sede sociale, stabilendovi la direzione generale. L'edificio fu fortunosamente risparmiato dai violenti bombardamenti che, durante l'ultima guerra, investirono questa zona della città. Nella seconda metà degli anni '70 il palazzo è stato oggetto di un importante restauro che ha permesso il ripristino e la valorizzazione dei prospetti architettonici e della ricca decorazione interna, della quale è stata in gran parte recuperata la configurazione originaria.
La confluenza della Banca Cattolica del Veneto nel Banco Ambrosiano Veneto avvenuta nel gennaio 1990, liberava l'edificio dalle funzioni di rappresentanza e ne faceva la sede delle sole attività legate alla politica culturale dell'ente. Nel corso degli anni '90 Palazzo Leoni Montanari è stato sede di numerose iniziative culturali come mostre, convegni e concerti. Un nuovo restauro, alla fine degli anni '90, ha consentito di adeguare sotto il profilo tecnologico la struttura alle nuove esigenze museali ed espositive della banca, ormai confluita in Banca Intesa e, oggi che l'Istituto ha ulteriormente incrementato la propria realtà come Intesa Sanpaolo, le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari confermano e perfezionano quella vocazione culturale del palazzo che si è andata precisando negli ultimi decenni.

Per informazioni e approfondimenti consultare il
sito web delle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari.

Interni

Molti i nomi degli artisti impegnati nell'impegnativa impresa delle decorazioni interne, i più di origine forestiera: agli stucchi lavorarono la famiglia di stuccatori e scultori dei Paracca, provenienti dalla Valsolda affacciata sul lago di Lugano, il lombardo Girolamo Aliprandi e Andrea Pelli, Giambattista Barberini, originario della valle d'Intelvi, con la sua bottega. Accanto a questi operò lo scultore Angelo Marinali, originario di Bassano del Grappa. Le parti pittoriche sono invece ripartite tra il pittore Giuseppe Alberti, di origine trentina, e il francese Louis Dorigny.
I temi della decorazione sono per lo più tratti dalla mitologia greco-romana. La raffigurazione ricorrente delle vicende di Apollo (simbolo dell'Arte) e di quelle di Ercole (simbolo della Virtù) vuole essere una esaltazione della famiglia committente, a ricordare che i Leoni Montanari avevano saputo raggiungere la loro solida posizione non per nobiltà di nascita, ma attraverso l'esercizio della virtù, in questo caso il redditizio commercio dei tessuti.

Frutto di un progetto di grande impegno, nato in continuità con la tradizione di sostegno della cultura che caratterizza le Banche del Gruppo Intesa Sanpaolo, il museo nasce principalmente per esporre la preziosa collezione di antiche icone russe dell'Istituto, una raccolta unica nel suo genere per importanza e rappresentatività.
Al piano nobile è invece esposta la collezione di pittura veneta del Settecento. Oltre quaranta dipinti di maestri attivi in Veneto, tra cui un significativo corpus di tele di Pietro Longhi, vedute urbane e “capricci” architettonici di Canaletto, Luca Carlevarijs, Francesco Guardi testimoniano lo svolgersi di una delle più importanti stagioni artistiche nei territori della Serenissima.

Questo abbinamento consente oggi al visitatore di compiere un itinerario museale unico e originale, che trova la sua giustificazione nella storia sociale e culturale del Veneto. La raccolta di arte veneta è un doveroso tributo alla storia passata della regione, ricca di inestimabili capolavori. La collezione di icone costituisce invece un'eloquente testimonianza del legame profondo che unì, in una storia plurisecolare, Venezia e i territori dell'entroterra veneto alla civiltà dell'Oriente slavo e bizantino.

Per informazioni e approfondimenti consultare il
sito web delle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari.

Palazzo Leoni Montanari
Sede museale di Intesa Sanpaolo

Contra' S. Corona 25, Vicenza

Per informazioni e visite rivolgersi a
BENI ARCHEOLOGICI E STORICO-ARTISTICI
Contra' Santa Corona, 23
36100 Vicenza
Tel: 800.20.17.82 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00)
Telefax: +39 (0)444 991 220
E-mail: beniculturali@intesasanpaolo.com

Per maggiori approfondimenti si veda anche la pagina dei contatti nel sito web delle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari.

Contra' Santa Corona 25
Vicenza