Impiegati e clienti della Carive

Impiegati e clienti della Carive

Impiegati e clienti della sede della Cassa di Risparmio di Venezia, 14 marzo 1962

L'immagine racconta una giornata di lavoro nella sede della Cassa di Risparmio di Venezia in Campo Manin
 

È una giornata come altre nella sede Carive di Campo Manin.
L’edificio è ancora quello di fine Ottocento, ma ampliato e modernizzato a inizio Novecento; pochi anni dopo lo scatto sarà sostituito dalla moderna sede progettata da Pier Luigi Nervi.
Nel salone, di cui si vede un angolo marginale, sono ancora riconoscibili alcuni elementi che caratterizzano l’antica architettura, come le colonne con capitello scanalato e foglie, la bussola d’ingresso in legno e vetro serigrafato con linee e decorazioni circolari e l’arredamento dai toni scuri, ormai obsoleto negli anni della foto.
Rileggendo le cronache del 1908 si scopre che in origine sul bancone vi era “una sobria ed artistica cancellata in ferro” che separava il pubblico dagli impiegati, ma allo stesso tempo non impediva che “gli impiegati vedessero il movimento della sala e che il pubblico si accertasse della celerità con cui gli impiegati stessi disimpegnavano ai loro obblighi”.
L’approccio con la clientela successivamente cambiava e i banconi si liberavano da quelle barriere che impedivano un approccio più friendly – si direbbe oggi – con la clientela. Faceva eccezione lo spazio della cassa, ancora protetta sì, ma in modo più discreto da un vetro basso sostenuto da profili di legno, come si nota nell’immagine in primo piano. La restante superficie del bancone, finalmente sgombra, poteva essere talvolta occupata da strumentazione di lavoro come macchine calcolatrici e da scrivere.
Altri elementi sul luogo di lavoro del passato si possono cogliere leggendo nel dettaglio l’immagine.

La fotografia è ripresa dal back office; l’inquadratura pone il bancone in obliquo, in modo tale che l’immagine sia divisa in due, decisamente a favore della zona del retrosportello.
Del front office si scorge infatti ben poco, solo la bussola d’ingresso e i clienti, uno dei quali guarda dritto nell’obiettivo. Di fronte a lui due cassieri in attività, e infatti uno risulta con il volto mosso.
In cassa, protetta su quattro lati dai cristalli, si nota la strumentazione in uso: timbri e il relativo cuscinetto dell’inchiostro, pinza per forare gli assegni, ciotola con spugna umidificata e, sotto il piano, un mobile a scomparti per inserire assegni e contanti. In primo piano poi si notano altri timbri, distribuiti su tre file di rastrelliere come tanti soldatini: un numero elevato perché ciascuno serviva a una procedura diversa; solo con l’avvento dell’informatica si vedrà un ridimensionamento delle tipologie e delle quantità.
Sullo sfondo infine vi è un altro sportello e un impiegato è ripreso mentre sfoglia uno schedario al centro del suo ufficio.
Ultima considerazione: tutti in piedi, non ci sono sedie.

 

(Fonte: Cassa di Risparmio di Venezia, Archivio storico)

Impiegati e clienti della sede della Cassa di Risparmio di Venezia, 14 marzo 1962