Bernardino Nogara in Turchia

Bernardino Nogara in Turchia

Bernardino Nogara nella valle di Couby in Turchia, inizio del XX secolo

Consigliere e vicepresidente della Comit dal 1925 al 1958, Bernardino Nogara visse a lungo in Turchia negli anni a cavallo della Prima Guerra Mondiale

La storia professionale di Bernardino Nogara (Bellano, Lecco 1870 - Milano 1958), noto soprattutto per essere stato il capo dell'Amministrazione Speciale della Santa Sede dal 1929 al 1954, si è molto intrecciata con la Turchia e in particolare con Istanbul, dove il banchiere risiedette per molti anni prima e dopo la Grande Guerra. Nel suo archivio personale sono molto consistenti le tracce di questo periodo, sia nei carteggi sia nelle fotografie.

Laureato in ingegneria industriale ed elettrotecnica al Politecnico di Milano nel 1894, Nogara fu in seguito direttore di miniere in Inghilterra, in Bulgaria, in Grecia e in Turchia. Nel 1913 fu uno degli artefici della stipulazione del Trattato di Ouchy che concluse la guerra libica tra Italia e Turchia. Fu, inoltre, delegato italiano, dalla fine del 1912, nel Consiglio di Amministrazione del Debito Pubblico Ottomano, consigliere e poi amministratore delegato (dal 1913 al 1935) della Società Commerciale d'Oriente (Comor), una sorta di filiale della Comit in Turchia e nei Balcani, consigliere e vicepresidente della Comit dal 1925 al 1958.

Questa fotografia è stata ripresa nella valle di Couby nel bacino di Eraclea, in Asia Minore, dove veniva estratto il carbone.

Sul piano del pendio si è composta per lo scatto una scena particolare, dove ciascun ‘attore’, buoi compresi, ha assunto una posizione precisa senza sovrapposizione degli uni sugli altri.

Il primo elemento che l’occhio incontra è una lunga staccionata che raddoppia il bordo dell’immagine: quasi delimita lo spazio scenico, se non fosse per l’uomo con cappello appoggiato su di essa, Bernardino Nogara, che scavalcandola rompe, come un attore che scende dal palcoscenico, la barriera che si era creata tra messa in scena e osservatore.

Gli uomini alle sue spalle, tra i quali spicca quello con la casacca bianca, formano con Nogara un trio unito che introduce l’elemento più importante dell’immagine: una locomotiva con a bordo due uomini locali, dei quali solo il primo ben visibile poiché l’altro è in ombra. La vettura è diretta verso sinistra e, benché ferma, il suo moto potenziale è opposto a quello dei buoi, posizionati poco più dietro e più a sinistra.

Chiudono l’immagine un piccolo edificio con accanto un uomo che indossa il fez e, all’ombra dell’unico albero presente, un gruppetto di persone incurante della messa in scena vicina; fra loro si riconosce nitidamente un bambino.

(Fonte: Archivio storico di Intesa Sanpaolo, Patrimonio archivistico COMIT, prestito ARCHIVIO NOGARA)

 

 

Bernardino Nogara nella valle di Couby in Turchia, inizio del XX secolo