Il Novecento

Il Novecento

Le opere d’arte del Novecento presenti nelle collezioni Intesa Sanpaolo riuniscono un patrimonio proveniente dai diversi istituti di credito che sono confluiti nel Gruppo, e delineano un percorso culturale che attraversa tutto il secolo, testimoniando significativamente i momenti più salienti, gli entusiasmi, le provocazioni e le problematiche che hanno caratterizzato la nostra storia recente.

Si segnala in primo luogo, per ampiezza e completezza di documentazione, l’insieme a suo tempo raccolto dalla Banca Commerciale Italiana, che dà un quadro completo soprattutto dell’arte italiana del secondo Novecento, a cui si è affiancato, al momento della nascita di Banca Intesa, il nucleo considerevole di opere che erano state acquisite dal Banco Ambrosiano Veneto. L’altro notevole complesso, riguardante tanto il primo Novecento, quanto alcuni ulteriori approfondimenti su autori del secondo Novecento, è offerto dalle scelte operate dagli istituti confluiti nel Gruppo Sanpaolo IMI (Banco di Napoli, Banco Lariano, Istituto Bancario San Paolo e, in particolare, Istituto Mobiliare Italiano). La raccolta già Sanpaolo IMI vanta infatti illustri presenze, sia di artisti figurativi di primo Novecento e del periodo tra le due guerre, sia di autori del secondo Novecento.

Nell’attuale collezione, che vanta oltre 3.000 opere tra dipinti, sculture e altre tecniche esplorate nel XX secolo, vicende e protagonisti dell’arte italiana del Novecento sono ampiamente rappresentati, con opere spesso di prima qualità e con un’importante storia: quattro capolavori di Boccioni, ma anche opere di Balla, Carrà, De Chirico, Funi, Mafai, Sironi, Rosai, Spadini, Tosi, Zanini, oltre a una importante presenza di autori del primo Novecento di carattere “regionale”, fino alla parte più cospicua delle opere, che si riferisce all’arte del secondo Novecento, dove è possibile individuare alcuni percorsi che coprono quasi tutte le tendenze proposte nell’arte italiana del periodo.

All’interno di una documentazione complessiva sostanzialmente organica, quella relativa ad alcuni autori, quali Fontana, Dorazio, Turcato, appare particolarmente ricca, tanto da permettere di seguire il loro sviluppo produttivo nelle varie fasi e secondo le diverse tecniche espressive. Alcune situazioni sono significativamente approfondite, con attenzione non solo ai maggiori protagonisti, ma a un panorama allargato e il più possibile completo degli autori che hanno fatto capo a una determinata tendenza. È il caso delle raccolte relative ai movimenti dell’immediato secondo dopoguerra: lo Spazialismo, che agisce in rapporto con le proposte di Fontana; il Movimento Nucleare promosso a Milano da Enrico Baj e Sergio Dangelo; l’Informale, rappresentato dai maggiori protagonisti (Burri, Corpora, Scanavino, Scialoja, Tancredi), ma anche dai molti autori che hanno costituito l’insieme del panorama di questa importante e imprendibile tendenza; il Movimento Arte Concreta (con opere dei fondatori del gruppo, Dorfles, Munari, Reggiani, Soldati, ma anche di quasi tutti coloro che vi hanno preso parte); il Gruppo degli Otto (Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova).

Per quanto riguarda gli anni Sessanta e Settanta, la capillarità dell’insieme delle opere raccolte permette di riconoscere nuclei omogenei nell’ambito delle avanguardie tecnologiche e costruttive (tutti i protagonisti del Gruppo T e del Gruppo N), della Poesia Visiva, tra i settori più approfonditamente rappresentati, ma anche gruppi significativi di opere di Arte Povera (con importanti opere di Paolini, Alighiero Boetti, Merz) e di Arte Concettuale (da Agnetti a La Pietra), fino a presentare, in modo articolato, la Pop Art italiana (Ceroli, Festa, Schifano, Rotella), unita alla nuova ricerca artistica degli anni Ottanta e Novanta.

Nell’area figurativa vanno considerate anche altre testimonianze artistiche, che hanno toccato i principali soggetti della tradizione figurativa, secondo i modi proposti dalle tendenze stilistiche che si sono succedute nei decenni. Infine, va annoverato l’importante nucleo di lavori scultorei con qualità specifiche, non facilmente identificabili in categorie stilistiche più generali, che vanno dalle significative presenze di opere di Arturo Martini, Arnaldo e Giò Pomodoro, Pietro Consagra, di artisti stranieri quali Arp, Mirò, Vantongerloo, con i marmi eseguiti negli anni Sessanta per la Henraux di Carrara, a importanti lavori di protagonisti della scultura degli anni Sessanta-Settanta e successivi, quali Colla, Pascali, Spagnulo, Staccioli, Carrino.

Vanno inoltre considerate le numerose opere rappresentanti la produzione artistica delle più giovani generazioni, che completano con una visione vivace e aperta a sorprese il ricco panorama dell’arte prodotta negli ultimi decenni del Novecento, fra sperimentazioni tecniche e operative e riprese di attenzione per la pittura (sono rappresentati i protagonisti della Transavanguardia, ma anche autori come Vanessa Beecroft o gli artisti che hanno avviato ulteriori riflessioni sulla fotografia, come Silvio Wolf), segnalando l’importanza di uno sguardo attento e partecipe a vicende e ad autori presi in considerazione spesso quando ancora si andava definendo la loro specifica qualità estetica individuale.

Infine, oltre che nell’ambito scultoreo, opere di valore significativo di autori del panorama internazionale del Novecento, da Picasso a Kandinsky, a Riopelle, Matta e Warhol, indicano l’apertura che una raccolta, pur di impostazione specificamente riguardante l’arte italiana del Novecento, necessariamente incontra.

Il Comitato Scientifico che ha svolto, nel corso di un decennio, l’opera di catalogazione sistematica del patrimonio, è stato composto da numerosi giovani specialisti coordinati da Francesco Tedeschi, docente di Storia dell’arte contemporanea nell’Università Cattolica. Il catalogo ragionato dell’intera raccolta è di prossima pubblicazione.

La raccolta di opere del Novecento è arricchita inoltre da un nucleo di circa 3.500 opere grafiche di primissimo piano che costituiscono una delle maggiori raccolte italiane di grafica d’autore, andando a coprire in modo esaustivo la produzione grafica di autori come Afro, Burri, Capogrossi, Santomaso, Fontana. Anche il corpus grafico è stato oggetto di uno studio di catalogazione sistematico, coordinato da una studiosa esperta del settore, Alessia Alberti.

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